diagnosi energetica
per aziende

La nostra esperienza al tuo servizio

COS'E LA DIAGNOSI ENERGETICA
PER AZIENDE

La diagnosi energetica per aziende è stata introdotta, nel sistema normativo nazionale, con il d.lgs. 102/2014 integrato dal successivo d.lgs. 73/2020. Recependo le direttive europee sull’efficienza energetica (2012/27/UE e UE 2018/2002), con la diagnosi energetica si è definito il ruolo strategico dell’efficientamento energetico nei settori industriali individuando gli strumenti idonei per il raggiungimento degli obiettivi europei previsti anche dal recente Green Deal. È obbligatoria, ogni quattro anni, per tutte le imprese che rientrano nei criteri previsti dalla normativa.

Per le imprese obbligate che non dovessero presentare l’audit energetico è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria che va dai 4.000 ai 40.000 euro che non esime dall’eseguire la diagnosi entro un nuovo termine indicato da Enea. Inoltre, nel lasso di tempo tra una diagnosi e la successiva, le imprese sono obbligate ad effettuare almeno uno degli interventi segnalati: in caso contrario, è prevista un’ammenda il cui importo va dai 1.000 ai 10.000 euro.

Secondo quanto previsto dalla normativa, la diagnosi energetica deve essere eseguita da soggetti certificati da organismi accreditati come gli EGE e le ESCo.

i vantaggi della diagnosi
energetica per aziende

La diagnosi energetica è uno strumento efficace per tutte le aziende che vogliono ridurre i propri consumi energetici traendo un beneficio in termini di sostenibilità e risparmio in bolletta. Avviare un’attività di audit energetico implica l’innesco di un meccanismo di controllo dei consumi con successiva analisi e verifica delle possibili azioni finalizzate al contenimento dei costi produttivi. Un percorso importante soprattutto in questa fase di transizione energetica e di aumento dei costi dell’energia. I vantaggi per le aziende sono diversi:

Diagnosi energetica per aziende
Taglio dei costi in bolletta
Diagnosi energetica per aziende
Riduzione degli sprechi
energetici
Riduzione delle
emissioni di CO2
Diagnosi energetica per aziende
Ottimizzazione e razionalizzazione
dell'energia
Diagnosi energetica per aziende
Miglioramento della
produttività
Diagnosi energetica per azienda
Aumento della
competititvità

CHI DEVE ESEGUIRE LA DIAGNOSI ENERGETICA

L’art. 8 del d.lgs 102/2014 definisce quali sono le imprese italiane obbligate ad eseguire l’audit energetico. Secondo la normativa, sono soggetti obbligati le grandi imprese e le imprese energivore. Nel calcolo dei parametri previsti bisogna far rientrare anche le imprese associate o collegate. Perciò, se si possiede il 25% di un’altra società o la si controlla, bisogna sommare, ai propri dati, anche quello relativo al fatturato, al bilancio e al numero dei dipendenti che ne fanno parte.

Grandi imprese

Sono da considerarsi come grandi imprese tutte quelle che hanno almeno 250 dipendenti e che soddisfino uno dei seguenti requisiti:

  • fatturato annuo superiore ai 50 milioni di euro
  • bilancio annuo superiore ai 43 milioni di euro

Imprese energivore

Invece, sono classificate come imprese energivore, presenti nella lista Csea, quelle che hanno avuto un consumo annuo di energia elettrica maggiore o uguale a 1 GWh e che rispettano uno dei seguenti requisiti:

  • operano nei settori dell’Allegato 3 alle Linee Guida CE 200 01 del 2014;
  • operano nei settori dell’Allegato 5 alle Linee Guida CE e sono caratterizzate da un indice di «intensità elettrica su VAL» non inferiore a 20 VAL;
  • non rientrano tra le due categorie precedenti ma sono comprese negli elenchi CSEA per gli anni 2013 o 2014.

Nel caso in cui ci fossero più siti produttivi appartenenti alla stessa impresa, è necessario scegliere quelli più rappresentativi del consumo complessivo dell’azienda. Secondo le linee guida, non vincolanti, fornite dall’Enea l’audit energetico è obbligatorio per i siti industriali che superano i 10.000 tep di consumo. Lo è anche per i siti del terziario con consumi superiori ai 1.000 tep. C’è da tener presente che, a partire dal 2020, oltre alle Amministrazioni pubbliche riportate negli elenchi ISTAT, non sono soggetti obbligati all’audit energetico anche le imprese con consumi inferiori ai 50 tep.

fasi operative della diagnosi energetica per aziende

La diagnosi energetica prevede diverse fasi operative necessarie per la redazione di un documento esaustivo e utile per l’azienda coinvolta. L’intero processo di audit energetico segue le linee guida definite dall’Allegato 2 del d.lgs. 102/2014. Avviare questo percorso è, per l’azienda, un investimento in termini di crescita della produttività e della competitività. Proprio per garantire un’analisi coerente con gli obiettivi di risparmio energetico aziendali, è necessario seguire un iter di analisi che comprenda:

  • la raccolta dei dati di consumo e di costo energetico al metro quadro di utenze elettriche, termiche, frigorifere, acqua (potenza, fabbisogno/consumo orario, fattore di utilizzo, ore di lavoro ecc.);
  • l’individuazione delle criticità e delle inefficienze energetiche comprensiva di un’analisi critica e confronto con parametri medi di consumo e di costo;
  • la proposta di interventi di efficientamento energetico comprensiva di una valutazione tecnico-economica che consideri gli incentivi in vigore.

 

Nel caso in cui l’azienda si trovi ad effettuare la sua prima diagnosi energetica e non disponga di un sistema di monitoraggio, si dovrà prospettare anche un piano per l’installazione di un opportuno sistema di misurazione. Il sistema servirà per la corretta quantificazione e successiva rendicontazione dei risparmi realizzati (su base annua). Questi dati devono essere trasmessi, per via telematica, all’ENEA entro il mese di marzo dell’anno successivo alla realizzazione di un qualsiasi intervento.

C’è da tener presente che le diagnosi successive alla prima devono basarsi su misure di almeno 12 mesi rilevate in sito da opportuna strumentazione fisica installata e dal sistema di monitoraggio integrato. Per esempio, un’azienda che ha presentato l’ultima diagnosi nel 2019 dovrà avere il sistema di monitoraggio attivo al gennaio 2022 così da disporre, nel 2023, di almeno 12 mesi di misure per la redazione della nuova diagnosi che dovrà essere presentata ad ENEA entro dicembre 2023.

INTERVENTI SUGGERITI NELLA
DIAGNOSI ENERGETICA PER AZIENDE

La diagnosi energetica è una procedura sistematica che dà una corretta conoscenza del profilo di consumo energetico di un’attività o di un impianto industriale. In questo modo è possibile quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi/benefici. Come primo passo per l’individuazione degli interventi tecnici da portare avanti, bisogna analizzare il contesto in cui si va ad operare (baseline tecnica). Fatto questo, si passa allo step successivo che prevede la valorizzazione dei consumi energetici attraverso l’analisi delle bollette (costo dell’energia). Grazie all’analisi degli indici di prestazione energetica (KPI fisico – KPI economico) è possibile misurare le performance di una determinata attività o di un processo confrontandole anche con le aziende dello stesso settore per portare avanti una valutazione della competitività.

Le categorie di intervento sono, generalmente, le seguenti:

Interventi gestionali

Supervisione, formazione, informazione del management e del team interno

Interventi sulle modalità di generazione e conversione dell’energia

Dal semplice utilizzo di aria compressa prodotta in eccesso, al riutilizzo del vapore generato nelle caldaie fino agli impianti di coge-trigenerazione

Interventi sulla rete di distribuzione

Applicazione di trasformatori, cavi con minori dispersioni, dispositivi di accensione e spegnimento automatici, miglioramenti del fattore di potenza, ecc…

Interventi sulle modalità di utilizzo dell’energia da parte dei processi

Spesso, rappresentano le misure dal maggiore impatto sulla riduzione dei costi ma anche le più difficili da estrapolare

Interventi di sostituzione

Ad esempio, possono riguardare gli utilizzatori di energia all’interno del sistema che vengono sostituiti con utilizzatori più efficienti

Interventi sulle modalità di manutenzione

Finalizzate alla riduzione dei consumi energetici

novità dal 2023: gli incentivi previsti dal piano transizione 4.0

Digitalizzazione, innovazione e competitività: sono questi i tre obiettivi indicati nella prima delle sei missioni previste dal PNRR. Perché, in un quadro generale di ripresa post-pandemica e di sviluppo sostenibile, colmare il gap digitale e competitivo rispetto al resto dell’Europa è una priorità imprescindibile. La Transizione digitale è l’asse su cui pianificare la crescita economica dell’Italia che, secondo le prospettive dell’Istat, dovrebbe attestarsi, per l’anno 2022, ad un +4,7% di Pil.

Per confermare queste aspettative è necessario intervenire in supporto dei diversi settori strategici per la nostra economia, incentivando gli investimenti in favore di soluzioni innovative legate all’IoT e ai green investments.

Considerato questo scenario, la riconferma, nella Legge di Bilancio 2022, del Piano Transizione 4.0 va ad iscriversi tra le misure stimolo utili per lo sviluppo competitivo del nostro tessuto produttivo. Al centro, la digitalizzazione dei processi industriali secondo criteri che promuovono la sostenibilità e l’innovazione. Con la proroga dell’incentivo si sta dando la possibilità, alle imprese, di pianificare gli investimenti dando un orizzonte temporale di medio termine. Secondo quanto previsto, l’acquisto di Beni Materiali e Immateriali 4.0 è incentivato, col meccanismo del credito d’imposta, fino al 2025. C’è la possibilità di consegna a giugno 2026 a patto che, entro il 31 dicembre del 2025, sia stato pagato almeno il 20% dell’acconto.

È importante sottolineare che, con la Circolare n. 33, la Ragioneria dello Stato chiarisce che non c’è divieto di cumulo tra le misure finanziate con le risorse del PNRR e gli altri incentivi disponibili per gli stessi investimenti (Nuova Sabatini o credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno).

Crediti di imposta
beni strumentali materiali

Potendo usufruire dei fondi del PNRR, per l’anno 2022 sono previste le aliquote maggiori: del 40% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, 20% tra i 2,5 e i 10 milioni di euro e del 10% a partire dai 10 fino ai 20 milioni di euro.

A partire dal 2023 e fino al tutto il 2025, a parità di investimento, le aliquote subiscono una variazione:

  • 20% del costo fino a 2,5 milioni di euro di investimento
  • 10% del costo da 2,5 a 10 milioni di euro di investimento
  • 5% del costo da 10 milioni di euro fino al limite massimo di 20 milioni

Crediti di imposta
beni strumentali immateriali

Anche per i beni strumentali immateriali è confermato il credito d’imposta con un sistema di modifica delle aliquote relative:

  • fino al 2023 il credito d’imposta riconosciuto è pari al 20% del costo fino ad un massimo di 1 milione di euro
  • fino al 2024 il credito d’imposta riconosciuto è pari al 15% del costo fino ad un massimo di 1 milione di euro
  • fino al 2025 il credito d’imposta riconosciuto è pari al 5% del costo fino ad un massimo di 1 milione di euro

Il tutto è costruito secondo il principio per cui l’implementazione di soluzioni ad alto livello tecnologico siano necessarie per conseguire un abbattimento dei costi produttivi grazie all’ottimizzazione del processo e al miglioramento dell’efficienza energetica.

Gli incentivi previsti, in forma di credito d’imposta, per i Beni Materiali e Immateriali 4.0, finanziano una serie di sistemi tecnologici nati proprio per migliorare l’efficienza energetica aziendale. In questo modo si preserva il livello di produzione pur riducendo la quantità di risorse energetiche utilizzate. Una scelta green ed economicamente vantaggiosa, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione che, come UE, vogliamo conseguire entro il 2050.

Il nostro servizio di diagnosi energetica per aziende

La diagnosi energetica eseguita dai tecnici di save NRG segue le diverse fasi operative previste dalla normativa e richieste da Enea.

Fasi dell’audit energetico a cura di save NRG:

Raccolta dati

Raccolta dei dati significativi rilevati anche attraverso il sistema di monitoraggio presente.

Sopralluoghi

Finalizzati al controllo della situazione organizzativa aziendale e all’individuazione delle problematiche connesse ai consumi energetici (elettrici e termici) del processo produttivo e dei servizi dell’azienda.

Analisi dei dati

Analisi dei dati raccolti e delle criticità presenti: mappatura delle utenze, divisione dei consumi energetici, verifica della spesa energetica, controllo delle performance energetiche con ricerca di eventuali anomalie di funzionamento dei macchinari.

Verifica del monitoraggio

Controllo del sistema secondo i parametri previsti dalle linee guida di Enea. Qualora non fosse presente, si elabora uno studio per l’implementazione di un sistema di monitoraggio permanente che sarà utilizzato per le diagnosi successive.

Analisi benchmark

Valutazione delle performance produttive rispetto alla media delle aziende operanti nello stesso settore.

Individuazione interventi

Identificazione e analisi degli interventi di efficientamento energetico utili per una corretta gestione dei flussi energetici così da ottimizzare i costi di processo su tutta la filiera produttiva. 

Incentivi

Individuazione degli incentivi previsti rispetto agli interventi di efficientamento energetico consigliati come, ad esempio, i Certificati Bianchi (TEE) o il Piano Transizione 4.0.

Diagnosi energetica

Stesura del documento finale di diagnosi energetica secondo le linee guida previste dalla normativa e da Enea.

Condivisione con il cliente

Presentazione e condivisione dei risultati con il cliente seguita dalla programmazione degli interventi da eseguire secondo le necessità specifiche.

Gestione documentale

I nostri tecnici si occuperanno della gestione delle pratiche burocratiche compreso il caricamento della diagnosi energetica sul portale Enea.

Offerta tecnologica

Grazie al Servizio 3e, save NRG è in grado di offrire anche un ampio ventaglio di soluzioni tecnologiche per l’ottimizzazione dei consumi energetici, la riduzione dei costi in bolletta e delle emissioni di CO2. Tra le tecnologie proposte: monitoraggio, coge/trigenerazione, sistemi di aria compressa, efficientamento dei processi produttivi.

Riduci i consumi, abbatti i costi!

Con il nostro servizio di diagnosi energetica per aziende, puoi ridurre le emissioni di CO2 e ottimizzare i costi dei processi produttivi  diminuendo i consumi e gli sprechi energetici.

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save NRG S.r.l. Società Benefit

Environment is our future

save NRG Società Benefit è una ESCo attiva nel campo dell’efficienza energetica e della sostenibilità. Associata ASviS e Kyoto Club, propone, ai suoi clienti, una serie di soluzioni tecnologiche per ridurre l’impatto ambientale.

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